Nas e dintorni…

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Salve a tutti i lettori di mircoippoliti.it

In questo articolo vi parlerò di quanto sia potente ed affascinante il mondo dell’opensource, sappiamo infatti che negli ultimi anni sono stati compiuti progressi notevoli relativamente alla stabilità e facilità di management da parte dei pacchetti più blasonati pronti all’uso.

Sono stati interessati dal fenomeno più o meno tutte le distribuzioni linux dedicate: firewall, documentali, crm, e non in ultimo la distro per eccellenza volta ad trasformare la nostra nella appliance sia essa hardware piuttosto che software in un potentissimo strumento di gestione dei dati e non solo.

Parliamo di Freenas giunta oramai alla versione 10, e non è un caso che il sistema operativo dedicato alle appliance di stoccaggio dati si sia ritagliato una reputazione molto stimabile, soprattutto negli ambienti dove l’attenzione estrema dei costi è il parametro fondamentale.

Innanzitutto è bene sottolineare che iX Systems quale proprietaria del marchio è divenuta un’eccellenza nel mondo del big data grazie all’alto valore tecnologico contenuto nella propria offerta sia SMB che enterprise, offre infatti soluzioni complete dove FreeNas è il cuore pulsante ma l’hardware viene scelto e prodotto secondo i più alti standard di settore.

Ma torniamo alla versione free del sistema operativo, esso può essere scaricato sottoforma di immagine ISO avviabile ed offre una grande lista di hardware compatibile, condizione questa necessaria nel caso in cui si voglia installare in un vecchio server piuttosto che in uno nuovo.

Vorrei soprassedere sulla maturità piuttosto acerba del prodotto nella versione 10.0.0.2 appunto rimandando gli ambienti di produzione all’utilizzo della versione 9 in quanto offre davvero tutto il necessario anche a livello di plugin, per concentrarmi invece sulle vere novità di questa versione 10 che, ribadisco, mi ha convinto notevolmente.

Si parte dall’installer molto essenziale e ben fatto e l’utente ha da scegliere pochissime opzioni dopo le quali si ritrova con il sistema pronto al boot, avvio che pare nettamente più veloce dei predecessori, fatto che dimostra la bontà del nuovo kernel FreeBSD nell’ultima incarnazione.

Il sistema propone a video l’indirizzo della pagina da aprire per accedere alla web console, a quel punto dopo essere entrati nella schermata principale di rimane davvero esterefatti, infatti si ha davanti una dashboard completamente rivista, molto professionale ma che conserva al contempo un’intuitività disarmante : un semplice menu a sisistra dove navigare attraverso le principali sezioni e la vera console a destra, non manca il monitor in tempo reale delle risorse, come anche il log degli eventi molto esaustivo.

Al momento le funzionalità di condivisione e backup sono molto limitate, ho notato infatti la mancanza di un vero comparto rsync e anche le opzioni di servizi attivabili non sono all’altezza della versione 9.

Ma la vera novità di questa versione si chiama virtualizzazione, ebbene sì anche su un NAS una completa stazione di virtualizzazione che offre una potenza senza eguali al pari di altre soluzioni opensource, è così possibile integrare un NAS nel NAS con una potenza estrema.

In soldoni questa è la strada percorsa anche da altri competitor ma che lo fanno chiedendo all’utente finale di sborsare denaro in acquisto di HW e servizi, FreeNas è, ripeto, gratis, non costa nulla e richiede solo una buona conoscenza dei sistemi linux per ottenere il massimo.

Vi lascio agli screenshot della versione di test che lascia pensare veramente bene per il futuro e in questa maniera vecchi server così come le moderne e performanti appliance troveranno nuove possibilità intrinseche per fornire sempre al miglior prezzo la cosa più importante : il dato.


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